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GLI ACROBATI NEL MONDO DEL LAVORO - Le donne e gli uomini che quotidianamente vivono sul filo della precarietà
 
La Recensione - di Elvira Cocca
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“Luise Michel "
di Benoit Delépine, Gustave de Kervern
 
     
 

» Luise Michel
     Quando il lavoro ti cambia.molto profondamente.

Immaginate di dover cambiare sesso. Immaginate che quindi non sia una vostra libera scelta, ma una decisione “necessaria”. Immaginate di doverlo fare per lavoro. Non per quel tipo di lavoro…per un lavoro onesto, faticoso ma onesto. Immaginate, insomma, che per lavorare in una fabbrica, o come killer, non ci sia altra scelta che cambiare sesso. Un lavoro come un altro, insomma, per vivere. Ecco, immaginate tutto questo -se non l’avete mai immaginato- vi troverete dritti dritti in mezzo alla storia più strampalata e paradossale che possiate immaginare, quella raccontata nel film “Luise Michel”.

Luise, che in realtà è un ex galeotto, lavora in una fabbrica tessile e non sa leggere. Un peccato non perdonabile nel mondo d’oggi, tanto grave da provocargli quasi la morte.
Michel, ex bambina ormonalmente modificata, è uno scalcinato sedicente serial killer, che pur di vivere si arrangia in piccoli lavoretti da due soldi, come sparare alle stelle oppure ai cani molesti per conto di altrettanto originali mandanti.

Luise incontra Michel per caso, cercando per suo conto e quello delle sue colleghe operaie un killer che possa fare giustizia al loro licenziamento “a sorpresa”. Michel passa davanti ad un bar e, come una moderna cenerentola, invece di perdere la scarpetta di cristallo perde una mitraglietta artigianale. E’ fiducia a prima vista. Insieme andranno alla ricerca di quel capo “vero” sempre più inafferrabile, che ha deciso di smantellare in una sola notte tutta la loro fabbrica lasciandole un mattino come tanti sbigottite di fronte al capannone vuoto.
Le “Acrobazie”, tenere e anticonformiste, demistificanti e sopra le righe daranno i suoi frutti, anche se inaspettati come tutto il resto della storia. “Luise Michel” è un film bellissimo e molto curato, acido ed ironico insieme, uno splendido esempio di film low budget pienamente riuscito, che riscatta senza moralismi l’”essere” in barba alla sua “forma”.
Il titolo del film rende omaggio all'omonima rivoluzionaria francese soprannominata la Vergine Rossa, figura di spicco della Comune di Parigi (1871), tra le prime a difendere la parità reali tra i sessi anche sul piano salariale.

 
 
  Luise Michel
di Benoit Delépine,
Gustave de Kervern
 
 
 
  Gli Esuberanti
di Daniel Pennac e
Jacques Tardi
 
 
     
   
 
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